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Adempimenti obbligatori per le aziende sulla sicurezza sul lavoro

L'articolo 18, comma 1, lettera r), d.lgs. n. 81/2008 prevede l'obbligo, da parte dei datore di lavoro, di segnalare all'Inail l'assenza dal lavoro per infortunio dei lavoratore.

L'omessa comunicazione dell'infortunio comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2500 a euro 7500 relativa agli infortuni superiori a tre giorni. Invece per infortuni superiori a un giorno, la sanzione amministrativa prevista è da euro 1000 a euro 3000.

In ogni caso il datore di lavoro deve comunicare, ai fini statistici ed informativi, le assenze del lavoratore per infortunio di almeno un giorno, escluso quello dell'evento, al Sistema informativo nazionale per la prevenzione sui luoghi di lavoro (Sinp). E importante sottolineare che il t.u. non abolisce:
• l'obbligo del datore di lavoro di denuncia degli infortuni (non guaribili entro tre giorni) entro due giorni da quando ne ha avuto notizia;
• l'obbligo di tenuta del registro infortuni.

L'articolo 28 del t.u. prevede alcune novità per quanto attiene la valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro, in particolare:
- sicurezza sul lavoro;
- salute dei lavoratori;
- stress da lavoro;
- rischi legati alle differenze di genere;
- età;
- provenienza da altri Paesi.

Le modalità per l'attuazione della valutazione dei rischi variano in relazione al numero dei dipendenti. Fino a cinquanta lavoratori, dovrà seguire una procedura standardizzata prevista da un decreto ministeriale in attesa di emanazione e comunque non oltre in 30 giugno 2012. Nelle more le aziende che occupano fino a dieci dipendenti dovranno auotocertificare la valutazione dei rischi. Quest'ultima non è valida se l'azienda svolge attività particolarmente pericolose. Per le aziende fino a cinquanta dipendenti e' richiesta la normale procedura. In ogni caso l'articolo 29, comma 7, t.u. prevede che le aziende che svolgono attività particolarmente pericolose non si applicheranno le procedure standardizzate.


Dirigente e preposto

La normativa prevede che la concreta attuazione delle procedure di sicurezza sul lavoro, effettuate dall'azienda, è verificata dai dirigenti e i preposti. A questo proposito l'articolo 37 t.u. prevede una formazione adeguata a carico del datore di lavoro.

La figura del preposto è individuata dall'articolo 19 del t.u., il quale prevede una funzione di supervisione del lavoro e di diretto controllo sulla modalità di esecuzione della prestazione del lavoratore. Tale figura è identificabile nel capo ufficio, capo area, capo squadra, ecc. In caso di inadempimento agli obblighi di legge, il preposto incorre in responsabilità penali.

Il legislatore ha individuato precisi compiti per quanto attiene le responsabilità del preposto:
A) Sovrintendere e vigilare:
- sulla osservanza degli obblighi di legge da parte dei lavoratori;
- sulle disposizioni aziendali relative alla salute e sicurezza sul lavoro;
- sull'uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali.
In caso di inosservanza delle predette regole il preposto è tenuto ad informare i loro diretti superiori.

B) Vigilare e verificare:
- affinché i dipendenti che abbiano avuto idonee istruzioni ed informazioni possano accedere alle zone che li espongono ad un rischio grave.

C) Richiedere l'osservanza:
- delle misure per il controllo per le situazioni di rischio in caso di emergenza;
- delle istruzioni affinché i lavoratori possano agevolmente allontanarsi dalla zona pericolosa.


Medico competente

Il t.u. rafforza il ruolo del medico, obbligando il datore di lavoro ad avvalersi della sua assistenza per la valutazione dei rischi. La nomina del medico è obbligatoria anche quando sussiste l'obbligo della sorveglianza sanitaria ovvero quando la normativa prevede la visita medica preventiva e periodica.

Gli obblighi e relative responsabilità dei medico competente sono:
- valorizzazione dei programmi di promozione della salute in collaborazione con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione;
- custodia delle cartelle sanitarie e di rischio dei dipendenti;
- programmazione ed effettuazione della sorveglianza sanitaria;
- visita agli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno;
- in occasione delle riunioni periodiche deve informare il datore di lavoro, il rappresentante dei lavoratori della sicurezza (rls) e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (rspp).


Obbligo del lavoratore

Un aspetto importante e innovativo della norma si rinviene nella estensione del contenuto del t.u. a tutti i prestatori d'opera, a prescindere dal tipo di regime contrattuale, che svolgono l'attività lavorativa all'interno dell'azienda (volontari, autonomi, collaboratori familiari, parasubordinati). Sono esclusi ai sensi degli articoli 2 e 3 i lavoratori domestici e familiari.

I lavoratori che prestano la loro attività in regime di appalto e subappalto sono obbligati ad esporre la propria tessera di riconoscimento. In caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50 a euro 300.

Il dipendente ha l'obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuale (DPI) e sottoporsi al programma di formazione e addestramento a carico del datore di lavoro. Qualora i DPI presentino difetti e/o anomalie, il dipendente è tenuto a segnalarle. Per quanto attiene la responsabilità in caso di infortunio, spetta al datore di lavoro l'onere di dimostrare di avere adottato tutte le cautele e dì essersi attenuto a tutte le prescrizioni di legge.

Pertanto il lavoratore, che attribuisce una responsabilità al datore di lavoro per non avere adottato le necessarie misure a tutela della propria integrità fisica (art. 2087 c.c.), non è gravato dall'onere di provare specifiche omissioni del datore di lavoro.


Formazione e informazione

Il datore di lavoro deve garantire al lavoratore informazioni in merito a:
- rischi per la salute e la sicurezza nell'ambito dell'attività e le misure di prevenzione e protezione adottate;
- rischi inerenti all'attività svolta e normative di sicurezza;
- rischi connessi all'uso di sostanze pericolose;
- procedure della gestione delle emergenze;
- competenze del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi e del medico competente;
- nominativi dei lavoratori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso, gestione emergenze e prevenzione incendi.

Inoltre il datore di lavoro deve fornire una adeguata formazione:
- ai lavoratori sui rischi generici e specifici;
- ai preposti per la valutazione dei rischi e alle misure preventive adottate;
- agli incaricati dell'attività di prevenzione incendi e la lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi;
- ai rappresentanti dei lavoratori sui rischi specifici del luogo di lavoro. La durata e i criteri sono stabiliti dai Ccnl di riferimento.


Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (rls)

Il nuovo t.u. sancisce l'obbligo da parte dei lavoratori ad eleggere un proprio rappresentante (rls). Qualora non si provveda all'elezione, le funzioni dovranno essere svolte da un rls territoriale che sarà eletto con modalità previste nei rispettivi Ccnl. In mancanza di tali accordi sarà il Ministero del lavoro, con apposito decreto ministeriale, ad individuare i criteri e le modalità di elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il datore di lavoro deve fornire adeguata formazione attraverso corsi che devono avere una durata minima di 32 ore.

I corsi devono comprendere:
- principi giuridici comunitari e nazionali;
- legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- definizione ed individuazione dei fattori di rischio;
- valutazione dei rischi;
- individuazione delle misure tecniche, organizzative procedurali di prevenzione e protezione;
- norme relative all'attività dei rappresentanti dei lavoratori;
- nozioni di tecnica della comunicazione.

Fonte: Inail