SMDL Group Schio
Clicca qui per dettagli

SMDL Group Borgo Valsugana
Clicca qui per dettagli

SMDL Group Padova
Clicca qui per dettagli

Calcolo l'ora...

Indirizzovia Lago di Lugano 15, 36015 Schio (VI)
Emailinfo@smdlgroup.com
Telefono0445.500405
Fax0445.500287
Skype Il mio stato

Clicca qui
per ulteriori informazioni
IndirizzoCorso Ausugum 5, 38051 Borgo Valsugana (TN)
Emailinfo.borgo@smdlgroup.com
Telefono0461.759162
Fax0461.759161
Skype Il mio stato

Clicca qui
per ulteriori informazioni
IndirizzoVia Venanzio Fortunato 12, 35125 Padova
Emailinfo.padova@smdlgroup.com
Telefono049 685895
Fax049 7841072
Skype Il mio stato

Clicca qui
per ulteriori informazioni
 

Banca dati vibrazioni

 

Banca Dati Vibrazioni

Sul sito internet dell'ISPESL è ora disponibile una Banca Dati Vibrazioni valida ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187 (art. 4, comma 1; Allegato I).
Poiché l'argomento è sostanzialmente nuovo, l'ISPESL vincola l'utente alla consultazione del documento "Guida all'utilizzo della Banca Dati Vibrazioni" e all'accettazione dei contenuti prima di poter procedere alla consultazione.
Sono trattate sia l'esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio (HAV) che del corpo intero (WBV), in modo da consentire una corretta valutazione dei rischi, dove possibile, anche senza misure specifiche.
Tra gli obiettivi della Banca Dati Vibrazioni anche:
a) attuare interventi immediati a tutela dei lavoratori,
b) consentire ai datori di lavoro e ai consulenti di scegliere macchinari tali da minimizzare il rischio vibrazioni, in fase di acquisto ed aggiornamento del parco macchine.

In riferimento a questo argomento vedi anche:
Valutazione dei rischi derivanti da Vibrazioni meccaniche

Guida all’utilizzo della Banca Dati Vibrazioni

  • SOMMARIO
    1. Scopo della Banca Dati Vibrazioni
    2. Decreto Legislativo n. 187 del 19 agosto 2005
       2.1 Ambito d’applicazione
       2.2 Obblighi prescritti dal Decreto
         2.2.1 La riduzione del rischio
         2.2.2 Identificazione e valutazione dei rischi
    3. Metodiche di valutazione dei rischi: principi generali
       3.1 Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
       3.2 Vibrazioni trasmesse al corpo intero
    4. Valutazione senza misurazioni: la Banca Dati Vibrazioni
       4.1Generalità
       4.2 Linee guida per un corretto utilizzo della Banca Dati
         4.2.1 Valori Dichiarati dal produttore
         4.2.2 Valori rilevati in campo
    5.  Cosa fare a seguito della valutazione


    1. SCOPO DELLA BANCA DATI VIBRAZIONI
    Il D.Lgs. n. 187 del 19/08/2005 sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche, che ha recepito la  Direttiva 2002/44/CE del 25 giugno 2002,  prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associati all'esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio (HAV) e del corpo intero (WBV) e specifiche misure di tutela,  che vanno documentate nell'ambito del rapporto di valutazione dei rischi prescritto dal D.Lgs. 626/94.

    L'articolo 4 del D.Lgs. 187/05 prescrive in particolare l'obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro ed è  previsto che la valutazione dei rischi possa essere effettuata sia senza misurazioni, sulla base di appropriate informazioni reperibili dal costruttore e/o da banche dati accreditate (ISPESL, CNR, Regioni), sia con misurazioni, in accordo con le metodiche di misura prescritte da specifici standard ISO-EN . La disponibilità di banche dati, ove siano accessibili  tali informazioni, rende più agevole l’effettuazione della valutazione dei rischi e  l’attuazione immediata delle azioni di tutela prescritte dalla D.Lgs. 187/05, senza dover ricorrere a misure onerose  e spesso complesse, a causa di una serie di fattori ambientali e tecnici che inducono frequentemente artefatti ed errori nelle misurazioni.

    A tale riguardo è importante rilevare che l'analisi delle possibilità di riduzione del rischio rappresenta parte integrante del processo di individuazione e valutazione del rischio prescritto dal D.Lgs. 187/05.

    Tale prescrizione è di particolare rilevanza nel caso del rischio vibrazioni, in quanto sia nel caso dell'esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell'esposizione del corpo intero, non esistono DPI anti-vibrazioni in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare comunque i livelli di esposizione del lavoratore al di sotto dei valori limite fissati dal Decreto, come ad esempio avviene nel  caso dei protettori auricolari in relazione al rischio rumore. Nel caso delle vibrazioni, nella maggior parte dei casi la riduzione del rischio alla fonte è l'unica misura da adottare al fine di riportare l'esposizione a valori inferiori ai limiti prescritti dalla Direttiva.

    2. DECRETO LEGISLATIVO N. 187 DEL 19 AGOSTO 2005

    2.1 Ambito di applicazione

    L'ambito di applicazione definito dal D.Lgs. 187/05 è individuato dalle seguenti definizioni date all'articolo 2:
    Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio le vibrazioni meccaniche che se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari" (art. 2 comma 1, punto a).

    Tenuto conto di tale definizione, in Tabella 1 si fornisce, a titolo indicativo,  un elenco di alcuni utensili il cui impiego abituale comporta nella grande maggioranza dei casi un rischio apprezzabile di esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio per il lavoratore.
    Vibrazioni trasmesse al corpo intero   "le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide " (art. 2 comma 1, punto b)

    Da quest'ultima definizione appare che sono escluse dal campo di applicazione della normativa esposizioni a vibrazioni al corpo intero di tipologia ed entità tali da non essere in grado di indurre effetti a carico della colonna vertebrale, ma di causare effetti di altra natura, quali ad esempio disagio della persona esposta o mal di trasporti. Questi ultimi effetti sono presi in esame nell'ambito dello standard ISO 2631-1: 1997 (appendici C, D) e generalmente possono inquadrarsi nell'ambito della valutazione dei requisiti ergonomici del luogo di lavoro, prescritti dal D.Lgs. 626/94.

    In Tabella 2 si riportano, a titolo indicativo, macchinari o lavorazioni che abitualmente espongono i lavoratori a vibrazioni tali da rientrare nell'ambito di applicazione individuato dalla normativa .

    Tabella 1 - Esempi di sorgenti di rischio di esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio
    Tipologia di utensile Principali lavorazioni
    Scalpellatori, Scrostatori, Rivettatori Edilizia - lapidei, metalmeccanica
    Martelli Perforatori Edilizia - lavorazioni lapidei
    Martelli Demolitori e Picconatori Edilizia -  estrazione lapidei
    Trapani a percussione Metalmeccanica
    Avvitatori ad impulso Metalmeccanica, Autocarrozzerie
    Martelli Sabbiatori Fonderie - metalmeccanica
    Cesoie e Roditrici per  metalli Metalmeccanica
    Levigatrici orbitali e roto-orbitali Metalmeccanica - Lapidei - Legno
    Seghe circolari e seghetti alternativi Metalmeccanica - Lapidei - Legno
    Smerigliatrici Angolari e Assiali Metalmeccanica - Lapidei - Legno
    Smerigliatrici Diritte per lavori leggeri Metalmeccanica - Lapidei - Legno
    Motoseghe Lavorazioni agricolo-forestali
    Decespugliatori Lavorazioni agricolo-forestali
    Tagliaerba Manutenzione aree verdi
    Motocoltivatori Lavorazioni agricolo-forestali
    Chiodatrici Palletts, legno
    Compattatori vibro-cemento Produzione vibrati in cemento
    Iniettori elettrici e pneumatici Produzione vibrati in cemento
    Limatrici rotative ad asse flessibile Metalmeccanica, Lavorazioni artistiche
    Manubri di  motociclette Trasporti etc.
    Cubettatrici Lavorazioni lapidei (porfido)
    Ribattitrici
    Calzaturifici
    Trapani da dentista
    Odontoiatria


    Tabella 2 - Esempi di sorgenti  di rischio di esposizione a vibrazioni del corpo intero
    Macchinario
    Principalisettori di impiego
    Ruspe, pale meccaniche, escavatori
    Edilizia, lapidei, agricoltura
    Perforatori
    Lapidei, cantieristica
    Trattori, Mietitrebbiatrici
    Agricoltura
    Carrelli elevatori
    Cantieristica, movimentazione industriale
    Trattori a ralla
    Cantieristica, movimentazione industriale
    Camion, autobus
    Trasporti, servizi spedizioni etc.
    Motoscafi, gommoni, imbarcazioni
    Trasporti, marittimo
    Trasporti su rotaia
    Trasporti, movimentazione industriale
    Elicotteri
    Protezione civile, Pubblica sicurezza, etc.
    Motociclette, ciclomotori
    Pubblica sicurezza, servizi postali, etc.
    Autogru, gru
    Cantieristica, movimentazione industriale
    Piattaforme vibranti
    Vibrati in cemento, varie industriali
    Autoambulanze
    Sanità



    2.2 Obblighi prescritti dal Decreto
    2.2.1 La riduzione del rischio
    In linea con i principi generali di riduzione del rischio formulati dal D.Lgs. 626/94, il D.Lgs. 187/05 prescrive all'articolo 5 ("Misure di prevenzione e protezione") che “il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valor limite di esposizione”. Tale principio si applica sempre, indipendentemente se siano superati o meno i livelli di azione o i valori limite di esposizione individuati dalla normativa: in questo caso sono previste ulteriori misure specifiche miranti a ridurre o escludere l'esposizione, individuate ai successivi punti 2-3 dello stesso articolo 5.

    2.2.2 Identificazione e valutazione dei rischi
    L'articolo 4 (“Valutazione dei rischi”)del D.Lgs. 187/05 prescrive l'obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni meccaniche dei lavoratori durante il lavoro. La valutazione dei rischi è previsto che possa essere effettuata sia senza misurazioni, sulla base di appropriate informazioni reperibili presso banche dati accreditate (ISPESL, Regioni, CNR), incluse le informazioni fornite dal costruttore, sia con misurazioni, in accordo con le metodiche di misura trattate nel seguito. La valutazione, con o senza misure, dovrà essere programmata ed effettuata ad intervalli regolari da parte di personale competente Il rapporto di valutazione dovrà precisare in dettaglio le misure di tutela adottate in base all'articolo 5 del Decreto. E' prescritto che la valutazione prenda in esame i seguenti elementi.
    a) Entità delle vibrazioni trasmesse e durata dell'esposizione, in relazione ai livelli d'azione ed ai valore limite prescritti dal Decreto all'articolo 3, riportati di seguito in Tabella 3;

    Tabella 3 - Livelli di azione giornalieri e valori limite per l'esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio ed al corpo intero
    Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio

    Livello d'azionegiornaliero di esposizione
    A(8) = 2,5 m/s2


    Valore limite giornalierodi esposizione
    A(8) = 5 m/s2

    Vibrazionitrasmesse al corpo intero

    Livello d'azionegiornaliero di esposizione
    A(8) = 0,5 m/s2

    Valore limite giornalierodi esposizione
    A(8) = 1,15 m/s2



    b) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori a rischio particolarmente esposti;

    c) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature;

    d) le informazioni fornite dal costruttore dell'apparecchiatura ai sensi della direttiva macchine;

    e) l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione a vibrazioni meccaniche;

    f) condizioni di lavoro particolari che possano incrementare il rischio, quali ad esempio il lavoro a basse temperature nel caso dell'esposizione a vibrazioni mano-braccio.


    Particolare attenzione va posta in sede di valutazione del rischio  sul fatto che l'analisi delle possibilità di riduzione del rischio, oltre ad essere un obbligo specifico conseguente la valutazione dei rischi, qualora si riscontri il superamento dei livelli d'azione, rappresenti altresì parte integrante del processo di individuazione e valutazione dei rischi prescritto dalla normativa.

    3. METODICHE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI: PRINCIPI GENERALI
    3.1 Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio
    La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sulla determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s2), calcolato sulla base della radice quadrata della somma dei quadrati (A(w)sum) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali x, y, z, in accordo con quanto prescritto dallo standard ISO 5349-1: 2001. L'espressione matematica per il calcolo di A(8) è di seguito riportata.


    A(8) = A(w)sum(Te/8)1/2

    Te : Durata complessiva giornaliera di esposizione avibrazioni (ore)
    A(w)sum : (a2 wx + a2wy + a2wz)1/2
    awx a wy; a wz :  Valori r.m.s  dell’accelerazioneponderata in frequenza (in m/s2) lungo gli assi  x,y, z (ISO 5349-1: 2001)


    Calcolo di A(8) per esposizione a vibrazioni prodotte da differenti tipologie di utensili e/o condizioni operative

    Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più utensili vibranti nell’arco della giornata lavorativa, o nel caso dell’impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l’esposizione quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s2, sarà ottenuta mediante l’espressione:

    A(8) = []1/2 (m/s2)


    dove:

    A8i: A(8) parziale relativo all’operazione i-esima
    A8i = A(wsumi)
    Tei:Tempo di esposizione relativo alla operazione i-esima (ore)
    A(wsumi): A(wsum) associata all’operazione i-esima


    3.2 Vibrazioni trasmesse al corpo intero

    La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al corpo intero si basa principalmente sulla determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s2), calcolato sulla base del maggiore dei valori numerici dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali:


    1.4 X a wx ,1.4 X awy, awz

    secondo la formula di seguito riportata:

    A(8) = A(wmax) X (Te/8)1/2

    Te: Durata complessiva giornaliera di esposizione a vibrazioni (ore)
    A(wmax) : Valore massimo tra 1.4 X a wx; 1.4 X awy; awz (per una persona seduta)
    awx; a wy ; a wz: Valori r.m.s  dell’accelerazione ponderata in frequenza (in m/s2) lungo gli assi  x, y, z (ISO 2631-1: 1997)

    Calcolo di A(8) per esposizione a vibrazioni prodotte da differenti tipologie di macchine e/o condizioni operative

    Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più macchinari  nell’arco della giornata lavorativa, o nel caso dell’impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l’esposizione quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s2, sarà ottenuta mediante l’espressione:

    A(8) = []1/2  (m/s2)


    A8i: A(8) parziale relativo all’operazione i-esima
    A8i= A(wmaxi)
    Tei:Tempo di esposizione relativo alla operazione i-esima (ore)
    A(wmaxi):A(wmax) associata all’operazione i-esima


    4. VALUTAZIONE SENZA MISURAZIONI: LA BANCA DATI VIBRAZIONI
    4.1  Generalità
    L’obiettivo della Banca Dati Vibrazioni qui presentata è il seguente:

    a)  garantire un’agevole reperibilità dei valori di esposizione a vibrazioni prodotte dai  macchinari comunemente utilizzati in ambito industriale, al fine di favorire il più possibile l’attuazione immediata di interventi di riduzione del rischio alla fonte, già in sede di valutazione del rischio, senza dover  necessariamente ricorrere a misure onerose e talvolta  complesse;

    b) consentire ai datori di lavoro ed ai loro consulenti di  individuare i macchinari che riducano al minimo il rischio vibrazioni, in fase di acquisto ed aggiornamento del parco  macchine.

    La Banca Dati Nazionale Vibrazioni è stata sviluppata alla luce  dell’esperienza maturata dall’ ISPESL e dalla Azienda USL 7 di Siena che hanno contribuito – in qualità di partner italiani - allo  sviluppo della prima banca dati europea, nell’ambito  del progetto europeo VINET  (Vibration Injury Network: 1997-2001).

    La banca dati europea è  consultabile in Internet in inglese all’indirizzo http://umetech.niwl.se/Vibration/.

    La Banca Dati Nazionale Vibrazioni BDV è stata sviluppata  in maniera da rispondere ai seguenti criteri:
    - facilità di accesso e consultazione;
    - controllo di qualità dei dati immessi;
    - rilevazione dei dati in campo secondo specifici protocolli di misura e requisiti di qualità ;
    - agevole aggiornamento periodico della banca dati.

    In particolare, riguardo a quest’ultimo punto, la Banca Dati Vibrazioni sarà aggiornata ogni qual volta interverranno novità dal punto di vista tecnico (aggiunta di nuovi dati, aggiornamento di norme tecniche,...) che normativo, dandone apposito avviso sul sito internet dell’Istituto.

    La banca dati è consultabile separatamente per vibrazioni trasmesse al sistema mano braccio (HAV) ed al corpo intero (WBV). Per ciascun macchinario è riportata una scheda tecnica contenente le caratteristiche costruttive essenziali del macchinario, quali: marca, modello, tipo di alimentazione, potenza, peso, etc.;  una foto dello stesso; due tipologie di dati di esposizione a vibrazioni: dati dichiarati dal produttore ai sensi della Direttiva Macchine (se disponibili) e dati misurati in campo (qualora disponibili), in accordo con specifici protocolli di misura che garantiscano il controllo dell’incertezza dei risultati. In tal caso sono altresì specificate le condizioni di misura  in campo ed il referente delle misurazioni.

    Al momento gli unici  centri autorizzati all’inserimento ed alla verifica dei dati immessi sono il Laboratorio Agenti Fisici del Dipartimento Igiene del Lavoro dell’ISPESL e il Laboratorio Agenti Fisici della Az. USL 7 di Siena.


    4.2 Banca Dati Vibrazioni : linee guida per un corretto  utilizzo

    Come abbiamo visto, la banca dati fornisce due tipologie di dati:
    - i valori di emissione dichiarati dal produttore ai sensi della Direttiva Macchine;
    - i valori di vibrazione misurati in campo secondo  specifici standard internazionali di misura.

    4.2.1 Valori Dichiarati dal produttore

    La “Direttiva Macchine” 98/37/CE, recepita in Italia dal D.P.R. 24 luglio 1996 n. 459, impone ai costruttori di macchine portatili tenute o condotte a mano di dichiarare, tra le altre informazioni incluse nelle istruzioni per l’uso, “il valore medio quadratico ponderato in frequenza dell’accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi i 2.5 m/s2”. Se l’accelerazione non supera i 2.5 m/s2 occorre segnalarlo”. Per quanto riguarda le vibrazioni trasmesse al corpo intero i costruttori hanno l'obbligo di dichiarare "il valore medio quadratico ponderato in frequenza dell’accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte seduta)  quando superi i 0.5 m/s2. Se l’accelerazione non supera i 0.5 m/s2 occorre segnalarlo". Ciò significa che tutti i macchinari conformi alla Direttiva Macchine, che siano in grado di produrre esposizioni a vibrazioni superiori ai livelli di azione prescritti dalla Direttiva Vibrazioni, devono essere corredati della certificazione dei livelli di vibrazione emessi. Generalmente le certificazioni sono effettuate per ciascun macchinario in condizioni di impiego standardizzate, conformemente a specifiche procedure di misura definite per ciascun macchinario dagli standard ISO-CEN.

    Essendo i dati di emissione dichiarati dal produttore in accordo con tali standard, che prevedono misure  in condizioni operative non necessariamente corrispondenti a quelle di reale impiego di ciascun macchinario, è legittimo porsi l’interrogativo se, e in che misura, essi siano utilizzabili nella valutazione e prevenzione del rischio vibrazioni.

    Sulla base degli studi finora svolti  sulla attendibilità dei dati di emissione forniti dal costruttore ai fini della prevenzione del rischio vibrazioni, è possibile fornire le indicazioni di massima riportate alle  Tabelle 4, 5 e 6.

    In esse  si riportano i coefficienti moltiplicativi ottenuti in una serie di condizioni sperimentali da  utilizzare per poter ottenere una stima dei valori A(8) riscontrabili in campo a partire dai dati di certificazione.
    Si raccomanda di utilizzare i dati dichiarati dai produttori opportunamente moltiplicati per i fattori indicati alle Tabelle 4-5-6 solo qualora le condizioni di impiego siano effettivamente rispondenti a quelle indicate nelle tabelle e nel caso in cui i macchinari siano in buone condizioni di manutenzione.


    Quando non usare i dati forniti dal costruttore

    Allo stato attuale delle conoscenze numerose smerigliatrici ed utensili di tipo rotativo per cui il produttore dichiara – ai sensi della Direttiva Macchine – un livello di vibrazione inferiore a 2.5 m/s2 possono fornire in campo valori superiori a 2.5 m/s2.

    Pertanto in numerose situazioni operative si otterrebbe una sottostima del rischio nel limitarsi a considerare il dato fornito dal costruttore, senza effettuare una misura delle vibrazioni emesse dall’utensile nelle effettive condizioni di impiego.

    Inoltre, non potranno essere utilizzati i dati forniti dal costruttore e le metodiche semplificate di stima del rischio descritte nel presente paragrafo se:

    • il macchinario non è usato in maniera conforme a quanto indicato dal costruttore;
    • il macchinario  non è in buone condizioni di manutenzione;
    • il macchinario  è usato in condizioni operative differenti da quelle indicate alle tabelle 4-5-6;
    • il macchinario non è uguale a quello indicato in banca dati (differente marca – modello).


    In tutti questi casi l’impiego della metodica semplificata basata sui dati forniti dal costruttore può portare ad una sottostima del rischio.

    Tabella 4 – Macchine a combustione interna. Coefficienti moltiplicativi (fattore di correzione) per calcolare l’esposizione stimata in campo a partire dai dati di certificazione
    Macchina
    Normativa diriferimento
    Condizioni dilavoro durante il test
    Realicondizioni di uso
    Fattore dicorrezione
    Note
    Motosega a catena
    EN ISO 22867
    minimo giri a vuoto, massimo giri a vuoto,taglio
    manutenzione forestale, sezionatura,sramatura, abbattimento
    1
    valori riscontati in campo tipicamenteuguali a valori certificati
    Decespugliatori a filo
    EN ISO 22867
    minimo giri a vuoto, massimo giri avuoto
    taglio erba
    1
    valori riscontati in campo tipicamenteuguali a valori certificati
    Decespugliatori a lama
    EN ISO 22867
    minimo giri a vuoto, massimo giri a vuoto
    taglio erba, taglio siepi, taglioarbusti
    1
    valore riscontati in campo tipicamenteuguali a valore certificato (il valore a vuoto massimo giri èrappresentativa della vibrazione con carico massimo)
    Tagliasiepi
    EN 774:1996/A3
    minimo giri a vuoto, massimo giri a vuoto
    Taglio siepi e arbusti
    1
    valore riscontati in campo tipicamenteuguali a valore certificato (il valore a vuoto massimo giri èrappresentativa della vibrazione con carico massimo)
    Soffiatori
    in preparazione
    minimo giri e massimo giri
    Pulizia mediante intenso gettod'aria
    1
    valore riscontati in campo tipicamenteuguali a valore certificato
    Aspirapolveri
    vedi soffiatori
    minimo giri e massimo giri
    Pulizia mediante intenso gettod'aria
    1
    valore riscontati in campo tipicamenteuguali a valore certificato
    Atomizzatori
    in preparazione
    minimo giri e massimo giri
    Spruzzo di fluidi
    1
    valore riscontati in campo tipicamenteuguali a valore certificato
    Altre a combustione interna
    in preparazione
    minimo giri e massimo giri
    varie
    1
    valore riscontati in campo tipicamenteuguali a valore certificato

    Tabella 5 – Macchine elettriche. Coefficienti moltiplicativi (fattore di correzione) per calcolare l’esposizione stimata in campo a partire dai dati di certificazione
    Macchina
    Normativa diriferimento
    Condizioni dilavoro durante il test
    Realicondizioni di uso
    Fattore dicorrezione
    Note
    Martelli perforatori
    EN50144-2-6
    Perforazione di cemento
    Tutte
    2
    Solo trapano senza percussione valoreinferiore
    Demolitori
    EN50144-2-6
    Assorbitore a sfere di acciaio
    Perforazione cemento e/o muratura
    1,5
    Il fattore di correzione è validounicamente se il macchinario è impiegato conformemente a quantoprescritto dal costruttore
    Trapani tutti eccetto percussione
    EN50144-2-1
    Misure a vuoto alla velocità massima
    Tutte le operazioni di trapanatura eavvitatura (no percussione)
    1
    Tutte ad eccezione impatto
    Trapani a percussione
    EN50144-2-1
    Foratura di cemento con agglomerati
    Tutte le operazioni di trapanatura eavvitatura (no percussione)
    1,5
    Solo percussione
    Levigatrici (tutte)
    EN50144-2-4
    Smerigliatura di lastra di alluminio
    Tutte le operazioni di smerigliatura (nonlucidatura)
    1,5
    con lucidatura valore inferiore
    Smerigliatrici (tutte)
    EN50144-2-3
    Disco sbilanciato a vuoto
    Tutte le operazioni di smerigliatura (nonlucidatura)
    1,5
    con lucidatura valore inferiore
    Seghetto alternativo
    EN50144-2-10
    Taglio di multistrato
    Taglio di diversi materiali
    1,5
    Il fattore di correzione è validounicamente se il macchinario è impiegato conformemente a quantoprescritto dal costruttore
    Seghe circolari
    EN50144-2-11
    Taglio di multistrato
    Taglio di diversi materiali
    2,0
    Il fattore di correzione è validounicamente se il macchinario è impiegato conformemente a quantoprescritto dal costruttore
    Avvitatori
    EN50144-2-2
    Velocità massima a vuoto
    Avvitatura su vari materiali
    1,5
    Il fattore di correzione è validounicamente se il macchinario è impiegato conformemente a quantoprescritto dal costruttore
    Motosega a catena
    EN 50144-2-13
    Taglio legno
    Lavori di cantieristica ecarpenteria
    1
    valori riscontati in campo tipicamenteuguali a valori certificati


    Tabella 6 – Macchine pneumatiche. Coefficienti moltiplicativi (fattore di correzione) per calcolare l’esposizione stimata in campo a partire dai dati di certificazione
    Macchina
    Normativa diriferimento
    Condizioni dilavoro durante il test
    Reali condizioni di uso
    Fattore dicorrezione
    Note
    Martelli e scalpelli a percussione
    EN28662-2 :1992
    Assorbitore a sfere di acciaio
    Tutte
    1,5 - 2,0
    1,5 per uso come rivettatoree scrostatore; 2,0 per tutti gli altri usi
    Martelli perforatori per lapidei emartelli rotativi
    EN28662-3 :1994
    Foratura di cemento
    Perforazione lapidei e cemento
    2,0
     
    Smerigliatrici (tutte)
    EN28662-4 :1995
    Disco sbilanciato a vuoto
    Tutte le operazioni di smerigliatura (nonlucidatura)
    1,5
    non applicabile per utensili di taglio espazzole acciaio
    Smerigliatrici (tutte)
    EN28662-4 :1995
    Disco sbilanciato a vuoto
    taglio
    2,0
     applicabile per spazzole acciaio
    Demolitori stradali e picconatori perroccia edilizia ecc.
    EN28662-5 :1994
    Assorbitore a sfere di acciaio
    demolizione cemento e asfalto
    2,0
    1,5 demolizione asfalto (nel caso didispositivi antivibrazioni l'esposizione dipende sensibilmente dallaforza di spinta. Il fattore di correzione è valido unicamente se ilmacchinario è impiegato conformemente a quanto prescritto dalcostruttore)
    Trapani a percussione
    EN28662-6 :1995
    foratura a percussione in condizionistandardizzate
    foratura a percussione
    1,5
     
    Cacciaviti a pistola e diritti avvitatori
    EN28662-7 :1997
    Prova su supporto di test
    Tutte
    1,5
    nessuna
    Levigatrici orbitali e rotorbitali
    EN28662-8 :1997
    Levigatura su superficie di acciaiostandard con carta abrasiva
    Tutte
    1,5
    applicabile solo per buone condizionimanutentive
    Compattatore costipatore (pestelli)
    EN28662-9 :1996
    Percussione su superficie standard
    Tutte
    1,5
    nessuna
    Cesoie e roditrici
    EN28662-10 :1998
    Taglio di fogli di metallo
    Tutte
    1,5
    nessuna
    Chiodatrici
    CEN ISO/TS 8662-11:2004
        n.d.
     
    Seghe
    EN28662-12 :1997
        n.d.
     
    Smerigliatrici angolari e fresatrici perstampi diritte (assiali)
    EN28662-13 :1997
    Disco sbilanciato a vuoto
    Tutte
    1,5
    nessuna
    Scrostatori ad aghi - utensili per lalavorazione della pietra
    EN28662-14 :1996
    Assorbitore a sfere di acciaio
    Pulitura saldatura - Lavorazione pietra
    2,0
    nessuna


    Esempio: uso valoridichiarati per stima del rischio
    Un molatore usa unasmerigliatrice marca xxxx modello yyy per 2.5 ore algiorno

    Valore dichiarato dal costruttore (da librettoistruzioni o Banca Dati):
    aw = 5.2m/s2
    Valore awsum da usare nella stima diA(8):
    aw = 5. 2 x 1.5 =7.8 m/s2

    A(8)=  = 4.4 m/s2



    4.2.2 Valori rilevati in campo

    La BDV contiene per differenti macchinari i valori di esposizione a vibrazioni rilevati in campo in differenti condizioni di impiego.

    Ad ogni misura in campo è associata una diversa scheda. Per ciascun macchinario è possibile ottenere un quadro riepilogativo contenente i risultati delle misure relative ai valori massimi, medi e minimi ottenuti in campo.

    Qualora per lo specifico macchinario selezionato siano presenti nella banca dati più misure di accelerazione (es. motosega  marca X modello Y misurata in diversi campi prova o condizioni operative) il valore di A(8) che compare nell’elenco dei mezzi e  utensili è calcolato per i valori (aw) più elevati ottenuti per lo specifico macchinario, considerando nel calcolo del valore massimo, i valori  misurati nelle reali condizioni di impiego (ove disponibili).  Nell’uso dei valori misurati in campo bisogna sempre considerare la condizione operativa di impiego rispondente al reale utilizzo del macchinario.

    Qualora siano disponibili più misure in campo per lo stesso macchinario, il calcolo di A(8) nella sezione “misure sul campo (riepilogo)” è basato sul seguente valore:

    aw (media) + Dev. Std.


    Ciò  garantisce  che nel 95% dei casi il valore  A(8) misurato nelle reali condizioni operative è inferiore al valore così stimato.

    Ai fini della valutazione del rischio – laddove siano presenti più di una posizione di misura (es. impugnatura anteriore e posteriore) - andrà usato il valore maggiore.

    Quando non usare i dati rilevati in campo
    I dati rilevati in campo sono molto influenzati dalle effettive condizioni operative di impiego. Pertanto è sconsigliato utilizzare i dati riportati nella Banca Dati Vibrazioni qualora:

    • il macchinario non è usato nelle condizioni operative indicate nella scheda descrittiva delle condizioni di misura della Banca Dati;
    • il macchinario  non è in buone condizioni di manutenzione;
    • il macchinario non è uguale a quello indicato in banca dati (differente marca – modello);
    • nel caso di esposizione al corpo intero: differenti caratteristiche del fondo stradale, velocità di guida, tipologia di sedili montati  incidono fortemente sui livelli di esposizione prodotti da macchinari, anche se dello stesso tipo.


    In tutti i casi in cui l’impiego Banca Dati Vibrazioni può portare ad una sottostima del rischio sarà necessario ricorrere a misurazione diretta dell’esposizione a vibrazione nelle effettive condizioni di impiego dei macchinari.


    5. COSA FARE A SEGUITO DELLA VALUTAZIONE

    L'articolo 5 del D.Lgs. 187/05 "Misure di prevenzione e protezione" vieta al comma 1 il superamento dei valori limite di esposizione, pari rispettivamente a: per il mano braccio: A(8) = 5 m/s2 ; per il corpo intero A(8) = 1,15 m/s2).

    Lo stesso articolo, al comma 3, prescrive al datore di lavoro l'adozione, in caso di superamento dei valori limite, di "misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto del valore limite di esposizione" .

    Tale aspetto è particolarmente rilevante, soprattutto in considerazione del fatto che, sia nel caso dell'esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell'esposizione a vibrazioni del corpo intero,  non esistono DPI anti-vibrazioni in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare i livelli di esposizione al di sotto dei valori limite fissati dal Decreto, come ad esempio, nel  caso dei protettori auricolari in relazione al rischio rumore. In molti casi la riduzione del rischio alla fonte è l'unica misura da adottare al fine di riportare l'esposizione a valori inferiori ai limiti prescritti dal Decreto. Qualora in sede di valutazione si sia riscontrato il superamento dei valori limite si consiglia di consultare la Banca Dati Vibrazioni al fine di individuare le tecnologie a minor rischio disponibili, secondo quanto previsto dalla normativa.

    A tal riguardo è importante tenere presente che, anche se in taluni casi i dati dichiarati dai costruttori ai sensi della Direttiva Macchine non consentono una stima attendibile dei valori effettivamente riscontrabili in campo, ciononostante essi consentono comunque di individuare, per ciascuna tipologia di macchinario, i modelli a basso livello di vibrazioni. E’ verosimile ritenere che il continuo aggiornamento cui sono sottoposti gli standard internazionali consentirà in futuro di poter disporre di dati di certificazione maggiormente  rispondenti alle vibrazioni emesse nelle  reali condizioni di impiego dei macchinari.

    Il D.Lgs. 187  prescrive che, qualora siano superati i livelli di azione (mano braccio:  A(8) = 2,5 m/s2 ; corpo intero:0,5 m/s2) il datore di lavoro elabori ed applichi un piano di lavoro volto a ridurre al minimo l'esposizione a vibrazioni, considerando in particolare:
    a) altri metodi di lavoro che richiedano una minore esposizione a vibrazioni meccaniche;

    b) scelta di attrezzature adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producano, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni;

    c) fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate da vibrazioni, per esempio sedili che attenuino efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero o maniglie che riducano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio;

    d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul luogo di lavoro;

    e) la progettazione e l'assetto dei luoghi e dei posti di lavoro;

    f) adeguata informazione e formazione per insegnare ai lavoratori ad utilizzare correttamente e in modo sicuro le attrezzature di lavoro, riducendo al minimo l'esposizione a vibrazioni meccaniche;

    g) la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione;

    h) orari di lavoro adeguati con appropriati periodi di riposo;

    i) la fornitura ai lavoratori esposti di indumenti di protezione dal freddo e dall'umidità .

    Tra i dispositivi accessori citati al punto c) rientrano a pieno titolo i guanti certificati "anti-vibrazioni" ai sensi della norma EN ISO 10819 (1996). Pur non presentando generalmente  livelli di protezione elevati, come riportato di seguito in Tabella 7, i guanti anti-vibrazioni sono comunque utili ai fini di evitare l'effetto di amplificazione della vibrazione trasmessa alla mano, generalmente riscontrabile per i normali guanti da lavoro, e di attenuare ulteriormente i livelli di vibrazione prodotti dagli utensili impiegati. Va inoltre considerato che un altro scopo importante dei guanti è quello di tenere le mani calde ed asciutte, il che può contribuire a limitare alcuni effetti nocivi indotti dalle vibrazioni.

    Tabella 7 – Livelli di protezione minimi ottenibili dai  guanti anti-vibrazione stimati per alcune tipologie di utensili.
    Tipologia diutensile Attenuazione  attesa delle vibrazioni (%)
    Utensili di tipo percussorio
    < 10%
    Scalpellatori e Scrostatori, Rivettatori
    < 10%
    Martelli Perforatori
    < 10%
    Martelli Demolitori e Picconatori
    < 10%
    Trapani a percussione
    < 10%
    Avvitatori ad impulso
    < 10%
    Martelli Sabbiatori
    < 10%
    Cesoie e Roditrici per  metalli
    < 10%
    Martelli piccoli scrostatori
    < 10%
    Utensili di tipo rotativo
     
    Levigatrici orbitali e roto-orbitali
    40% - 60%
    Seghe circolari e seghetti alternativi
    10% - 20%
    Smerigliatrici angolari e assiali
    40% - 60%
    Motoseghe
    10% - 20%
    Decespugliatori
    10% - 20%



    L'articolo 6 del D.Lgs. 187/05 prevede inoltre specifici obblighi di informazione e formazione per i lavoratori esposti a rischio vibrazioni e per i loro rappresentanti, in relazione a:

    • misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio vibrazioni;
    • livelli d'azione e valori limite;
    • risultati delle valutazioni;
    • potenziali lesioni derivanti dalle attrezzature utilizzate;
    • metodi per l'individuazione e segnalazione di sintomi e lesioni;
    • circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto alla sorveglianza sanitaria;
    • procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione a vibrazioni;
    • programma di sorveglianza sanitaria .

    Riferimenti :

  • http://www.ispesl.it/

     

  • In riferimento a questo argomento vedi anche:
        Valutazione dei rischi derivanti da Vibrazioni meccaniche
     
  •